I mercati
Per quanto riguarda la politica monetaria,la Federal Reserve (FED) e la Banca Centrale Europea (BCE) hanno perseguito strategie espansive coerenti per contrastare il deterioramento del ciclo economico. Negli Stati Uniti i tassi di riferimento sono scesi, attraverso otto successive manovre di riduzione, dal 4,25% ad una forbice 0-0,25%. In Europa la riduzione si è concentrata in cinque manovre tra ottobre 2008 e marzo 2009 che hanno ridotto il tasso di riferimento BCE dal 4,25% all'1,5%.
I tassi del mercato monetario e finanziario, in crescita fino a ottobre, per la crisi di liquidità e di fiducia che ha interessato soprattutto il settore finanziario, sono scesi bruscamente riducendo lo spreadi con i tassi di riferimento: l'Euribor tre mesi si è posizionato a dicembre al 3,38% (5,15% ad ottobre e 4,86 a fine 2007); il rendimento medio lordo dei BOT è salito dal 3,99% di dicembre 2007 al 4,51% di giugno, per poi scendere al 2,57% di dicembre 2008; più moderata è risultata la contrazione dei rendimenti lordi di CCT e BTP che, da valori di poco inferiori al 5% sono diminuiti rispettivamente al 3,79% e al 4,15%.
Il mercato valutario si è caratterizzato per un indebolimento dell'euro rispetto al dollaro, soprattutto nell'ultimo trimestre dell'anno, che ha fatto registrare il cambio medio di 1,32, a fronte di una media annua di 1,47 (1,37 nel 2007).
I mercati azionari hanno manifestato marcate contrazioni; la capitalizzazione media mensile al dicembre 2008 nell'area dell'Euro è scesa su base annua del 46,8% e quella del settore bancario del 57,4%.



