In Italia, secondo le stime diffuse da ISTAT, il Pil nel 2008 è diminuito dell'1% (+1,6% nel 2007), gli indici di fiducia delle imprese e delle famiglie sono scesi ai minimi storici e la produzione industriale ha evidenziato un calo del 4,3%. I consumi delle famiglie hanno registrato un decremento dello 0,5% (+1,2% nel 2007), con una dinamica particolarmente negativa per i beni durevoli, a seguito soprattutto del rallentamento dell'edilizia residenziale e del mercato dell'auto; in diminuzione sono risultati anche gli investimenti, sia quelli in macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto, sia quelli in costruzioni (complessivamente -3%; +2% nel 2007).
L'interscambio con l'estero ha registrato un sensibile rallentamento (-3,7% le esportazioni, - 4,5% le importazioni); il saldo commerciale ha evidenziato un aumento del disavanzo energetico e un miglioramento dell'avanzo dei beni manufatti.
L'inflazione ha mostrato, a partire dall'estate, un rapido rientro, sulla scia della caduta del prezzo del petrolio, e si è attestata a dicembre al 2,4%; il tasso medio annuo, pari al 3,3%, è comunque risultato superiore all'1,8% del 2007. Il mercato del lavoro ha cominciato a risentire della debolezza del ciclo economico. L'occupazione è aumentata dello 0,5% (+1% nel 2007), essenzialmente per il contributo dei lavoratori immigrati, arrestando tuttavia la sua crescita nella seconda metà del 2008; il tasso di disoccupazione è salito al 6,5% (6,2% nel 2007). E' stata soprattutto l'occupazione indipendente a riflettere la flessione della domanda, mentre i dipendenti sono risultati in diminuzione nei settori agricolo ed industriale, ma ancora in crescita nei servizi. 
Il fabbisogno della finanza pubblica è risultato pari a circa 53 miliardi di euro, rispetto ai 29,6 miliardi di euro del 2007, scontando il peggioramento del ciclo economico, nonché le scelte legislative in materia tributaria, tra cui l'attenuazione del cuneo fiscale, l'esenzione ICI per la prima casa, l'accelerazione dei rimborsi per crediti d'imposta, le maggiori erogazioni alle amministrazioni locali e i maggiori interessi sul debito pubblico. Analogalmente agli altri paesi, il Governo italiano,per contrastare il difficile momento congiunturale, ha varato negli ultimi mesi dell'anno una serie di provvedimenti a favore di banche, famiglie ed imprese, tra cui l'istituzione di un fondo pubblico di garanzia dei depositi, la possibilità per lo Stato di sottoscrivere aumenti di capitale delle banche, la garanzia dello Stato sulle passività delle banche, bonus per le famiglie, agevolazioni fiscali e garanzie sui Confidi.

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