La crisi finanziaria
La crisi finanziaria innescata nel 2007 negli USA dallo scoppio della bolla speculativa sugli asset immobiliari si è aggravata nel 2008, evidenziando un'accelerazione in autunno dopo il fallimento della banca americana d'investimento Lehman Brothers Holdings Inc.
Per contrastarla, le Autorità centrali dei diversi paesi sono intervenute con azioni coordinate di taglio dei tassi di interesse e di iniezione di liquidità sul mercato e con il salvataggio di importanti aziende finanziarie e assicurative. Le manovre non sono state sufficienti ad impedire che la crisi propagasse all'economia reale, con impatti rilevanti sulla domanda di beni di consumo, sulla produzione industriale e sul mercato del lavoro, delineando un quadro di recessione per gli Stati Uniti ed i Paesi dell'Unione Europea (UE) e di marcato rallentamento per i Paesi emergenti.
In tale contesto, è iniziato il rientro dei tassi l'inflazione e delle quotazioni petrolifere, dopo i forti aumenti verificatisi fino all'estate.
Il Prodotto interno lordo (PIL) mondiale, in progressivo rallentamento, è cresciuto nel 2008 ad un tasso medio annuo del 3,9% (+5,4% nel 2007).



